ESSERE CUCCIOLO AI TEMPI DEL COVID19

 GESTIRE UN CUCCIOLO DURANTE IL PERIODO DI QUARANTENA.

Non sono giorni semplici, né per noi né per i nostri cani.

Se poi abbiamo un cucciolo di pochi mesi la situazione si complica!

E’ risaputo che i cuccioli sono impegnativi e che hanno bisogno di tempo e attenzioni e se di tempo in questo periodo ne abbiamo in abbondanza, non è possibile, a causa delle restrizioni, fargli fare TUTTE LE NUMEROSE  esperienze,  di cui avrebbero bisogno.

Inoltre la nostra presenza costante in casa e tutte le attenzioni, che gli dedichiamo, siamo sicuri che danno effetti solo positivi per il cucciolo?

Cominciamo nel valutare la “normale” gestione.

Generalmente i primi giorni dopo l’arrivo di un cucciolo sono un misto di emozioni: all’inizio, naturalmente siamo eccitati per la nuova presenza e pieni di entusiasmo ed aspettative, ma poi col passare dei giorni siamo per lo più spaventati e affranti perché niente è come lo avevamo immaginato.

La nuova cuccia imbottita potrebbe essere stata distrutta dopo qualche ora, potrebbe non mangiare la pappa che gli avete comprato, sicuramente semina pipì per tutta la casa e fuori al guinzaglio potrebbe tirare, o sedersi e rifiutarsi di muoversi oppure , alternare entrambe le cose inoltre durante la notte potrebbe piangere disperato…

Queste sono alcune delle situazioni che potrebbero presentarsi, ed è difficile  cercare di descrivere i numerosi scenari che si potrebbero presentare, ma il consiglio migliore, che mi sento di darvi, è NON CERCATE DI AVERE TUTTO SUBITO SOTTO CONTROLLO e soprattutto NON CADETE NELL’ ERRORE  DI INIBIRLO SGRIDANDOLO illudendovi che il cucciolo capisca cosa gli dite.

Perché il cucciolo si integri nella vostra famiglia e con il vostro stile di vita, le vostre abitudini, i vostri orari, ha bisogno di tempo. Tempo che servirà a conoscerlo ed educarlo ed a gettare le basi del vostro rapporto.

1)INSEGNIAMO AL CUCCIOLO AD ESSERE AUTONOMO.

Dobbiamo diventare per il cucciolo il suo punto di riferimento e questo  lo facciamo attraverso la gestione delle risorse: cibo, gioco, spazio e manipolazioni/coccole, ma dobbiamo anche insegnargli ad essere autonomo da noi.

In un periodo “normale” in cui la quotidianità è scandita da ritmi lavorativi ed impegni personali, è più facile che il cucciolo si abitui a stare da solo, anche solo per il fatto che siamo obbligati a lasciarlo; tralasciando il fatto che questo va fatto in modo graduale e consapevole e non si può dall’oggi al domani “abbandonarlo” per 8 ore, è ancora più importante per i cuccioli che sono abituati alla nostra presenza costante in casa ad avere pause da noi.

E’ risaputo che se il cucciolo gode della presenza di una figura di riferimento , si sentirà più libero di esplorare, ma l’effetto benefico del sapere che esiste una figura di riferimento c’è anche quando non siamo fisicamente presenti e permette al cane di affrontare periodi più o meno lunghi dalla nostra assenza senza difficoltà.

Sapete che il cane misura il tempo attraverso l’odorato, bene iniziamo a lasciarlo quando è tranquillo con un nostro indumento in una stanza per qualche minuto. 

Inizialmente approfittate quando dormono per spostarvi in un altra stanza. Non fate rumore o scatti improvvisi quando vi allontanate. All’inizio basterà solamente cambiare la vostra posizione nella stanza e poi piano piano cambiare stanza.

Abituatelo GRADUALMENTE a trascorrere del tempo da soli. 

Aiutatevi utilizzando MASTICATILI e PISTE DI CIBO in modo da intrattenerlo. E’ fondamentale che il cane non percepisca questo allontanamento come isolamento sociale, ma che abbia l’attenzione su qualche altra cosa che non sia la vostra assenza.

Se cominciano ad agitarsi ed ad abbaiare non vi precipitate da loro, ma appena smettono, parlategli con calma e andate da loro. Provate dopo un pò, magari utilizzando masticabili più appetitosi come ossa polpose crude o orecchie e cartilagini di animale essiccate, fate le piste con polpettine di macinato o altre cose appetitose che vi vengono in mente.

Utilizzate il tempo in modo intelligente: cominciate a lasciarli per pochi minuti e tornate da loro anche se stanno ancora mangiando.

Le cose si fanno con gradualità!

2)DATEGLI DEGLI ORARI E UNA ROUTINE QUOTIDIANA CHE POTRETE MANTENERE ANCHE QUANDO RICOMINCERETE A LAVORARE.

 E non potrete più essere a sua disposizione.

Scandite la loro giornata con abitudini orarie legate ai pasti e alle uscite.

Anche i pisolini sono importanti!!!

Ricordatevi  che i cuccioli, soprattutto quelli taglia grande si stancano molto in fretta in quanto è difficile sostenere tutto il loro peso senza aver ancora una muscolatura sviluppata, per cui  concediamogli momenti di pausa e di noia. Soprattutto nelle ore in cui noi non saremo mai presenti quando usciremo dalla quarantena, abituateli a stare soli e a non dargli stimoli.

3)LE USCITE 

I neo-prorpietari sono, di solito, ossessionati dall’insegnare al cucciolo in pochi giorni a sporcare fuori casa.

La mia risposta, quando frequentano le pappy-class è sempre la stessa, abbiate pazienza e rassegnatevi, a meno che non lo portiate fuori decine di volte al giorno continuerà a farvela in casa.

ORA ABBIAMO IL TEMPO DI FARLO USCIRE OGNI DUE ORE  ed insegnargli fare i bisogni dove vogliamo!

Puntate la sveglia ogni due ore e mezza e portatelo fuori in giardino (se siete fortunati ad averlo), oppure fuori, nell’aiuola  di fronte casa e aspettate…

Se il cucciolo avrà appena mangiato, si sarà appena svegliato, avrà appena finito di giocare, di bere di rosicchiare un ossino, sentirà l’esigenza di fare la pipì e se lo porteremo sempre nello stesso posto capirà facilmente che si tratta del suo “bagno”!

Aiutiamolo quando siamo lì chiedendogli di fare pipì, questo ci servirà quando sarà più grande: quando lo potremmo fuori ma avremo fretta oppure quando farà freddo e vorremmo solo tornare a casa.

Alcuni consigli: 

Non premiate le deiezioni del cane con il cibo, basterà dirgli che è  stato bravo.

Non utilizzate traversine e tappetini igienici: se il nostro obiettivo è  che la faccia fuori, finiremo per confonderlo.

NON PUNITE IL CANE SE LO BECCATE A FARE PIPì IN CASA.

Cercate di avere buon senso e pazienza, alcuni cani capiscono in pochi giorni, altri ci mettono più tempo, ma tutti, se non commette errori, impareranno.

Anche se le limitazioni per prevenire il contagio ci impongono uscite limitate e circoscritte, consiglio a chi ha la fortuna di vivere in campagna o vicino a parchi e posti sicuri, di lasciare liberi i cuccioli.

Passeggiate con loro lasciando che vi seguano senza costrizioni.

Aspettateli quando rimangono indietro e abbassatevi aprendo le braccia e chiamateli dolcemente quando si distraggono in esplorazione e si allontanano troppo.

Mentre per quelli che vivono in città e che non hanno modo di raggiungere luoghi sicuri dove poter lasciare i cuccioli, vi consiglio di sostituire il guinzaglio con una longhina di 5 metri.

Anche se non sarà la stessa cosa che lasciarlo libero, se saputa utilizzare, la longhina darà al cucciolo la possibilità di esplorare l’ambiente circostante senza sentirsi costretto e muovendosi nello spazio con naturalezza, mantenendo la possibilità di seguire il suo fiuto e rispettando le sue distanze che sono diverse dalle nostre.

Inoltre la longhina ci da modo di osservarlo nell’interazione con gli oggetti, le persone e gli altri cani.

4)LA SOCIALIZZAZIONE

Ecco il tasto dolente di questa quarantena!

L’impossibilità di far socializzare i cuccioli con gli altri cani e le persone.

Purtroppo la finestra temporale della socializzazione non è infinita:

È fondamentale che i cani imparino a comportarsi correttamente con i propri simili e con l’uomo nei primi mesi di vita.

Ora tutte le restrizioni imposte non ci permettono di frequentare altre persone ed anche le visite di ospiti e parenti sono pressoché nulle.

Come possiamo fare?

Approfittiamo durante le uscite di darci appuntamento con proprietari di cani adulti ed equilibrati. Troviamo un area dove possiamo lasciarli liberi oppure passeggiamo con loro (manntendo le distanze imposte dal DPCM e indossando la mascherina  non dovremmo correre rischi).

Se non riusciamo a lasciarli utilizziamo la longhina facendo attenzione a non interferire troppo con le dinamiche che si vengono a creare. Siate spettatore dei vostri cani , questo vi aiuterà a conoscerli meglio.

Se, come me avete altri cani in casa, optate comunque almeno in un’uscita singola, il cucciolo ha bisogno di creare la sua identità attraverso le proprie esperienze senza l’aiuto o l’impedimento del vostro cane adulto.

Se il vostro cucciolo mostra già difficoltà ad interagire con le persone questo periodo di isolamento potrebbe essere nocivo.

Alcuni cani infatti, benché non abbiano mai subito violenza, mostrano chiusure e sono incapaci di relazionarsi con le persone, con i cani e con l’ambiente.

Durante la passeggiata, rigorosamente con la longhina fate in modo di trovare un vostro amico o conoscente, adeguatamente istruito:

Andate con il cucciolo nella direzione del vostro amico senza avvicinarvi troppo.Rimanete fermi, il vostro amico guarderà il cucciolo ma non chiederà o imporrà nessun contatto fisico. Sarà il cucciolo a a richiedere le sue attenzioni e coccole se lo vorrà.

Cambiamo sempre persona: donna , uomo, bambini…

5) LE ATTIVITA’

In questi giorni molto”particolari” avere un cucciolo è quasi una fortuna: la loro presenza e la loro compagnia ci aiutano a superare la paura del divenire e la distanza con i nostri amici e familiari.

Grazie a loro possiamo riempire i momenti di noia giocandoci insieme ed insegnandogli nuovi tricks e nuove attività. 

E’ sempre bello ed entusiasmante scrivere su una pagina bianca!

Mai come adesso i momenti trascorsi insieme diventano il nostro passatempo preferito e forse, per alcune realtà, i nostri unici momenti di gioia.

Ma attenzione organizzate le attività possibilmente nei stessi orari, quelli in cui anche in un futuro sarete presenti in casa e potrete continuare con questi giochi.

Se riusciste, sarebbe preferibile svolgere queste attività in una zona della casa ben precisa, e in presenza di un set di stimoli che sia ben chiaro al cane, per esempio svolgendoli su un tappetino di gomma oppure sul pavimento ruvido del terrazzo. Questo è importante soprattutto per alcuni cani che hanno bisogno che le attività di gioco e “lavoro” si svolgano in momenti/luoghi/set ben definiti.

Quali sono le attività che possiamo svolgere? 

Attività cognitive da poter fare in casa: piccoli giochi di attivazione  mentale.

Attività motorie di “palestra in casa”: posizioni di base con e senza uso di target, target mano, figure semplici come twist e passaggio sotto le  gambe.

Attività olfattive : giochi olfattivi e in generale situazioni di stimolo cognitivo come l’apprendimento di nuove abilità o il gioco strutturato.

ATTENZIONE: 

Sul web girano video di cani che fanno cose straordinarie, ma tenete bene a mente che sono frutto di un preciso lavoro di trainer, fatto step by step e non improvvisato.

Non caricatevi di aspettative quando insegnate qualcosa al vostro cane.

Ricordate che le aspettative, se non attese, generano frustrazione e che la frustrazione genera stress e che I NOSTRI CANI SONO COME DELLE SPUGNE PER LO STRESS E TUTTE LE EMOZIONI NEGATIVE.

Utilizzate il vostro buon senso e ricordate la nostra prima regola: DIVERTIMENTO PER ENTRAMBI!

E’ molto importante che la gestione delle risorse sia vostra, soprattutto quella dei giochi: ricordate che siete voi a dare inizio e fine al gioco ed a qualsiasi altra attività.

Quando il cucciolo ha continue richieste chiediamoci se abbiamo veramente soddisfatto i suoi bisogni?

Se non ne siamo sicuri, cerchiamo di capire di cosa ha bisogno.

Non siamo dei robot, usiamo l’empatia!

Se invece ci troviamo di fronte a delle vere e proprie pretese allora non cedete alle continue ed ingiustificate richieste di attenzione o di risorse.

 6) L’EDUCAZIONE

Lo sappiamo tutti, i cuccioli possono farci sorridere e farci arrabbiare in un attimo.

Possono trasformarsi da angioletti tenerissimi a piccoli diavoletti pestiferi sotto ai nostri occhi senza l’aiuto di nessuna magia.

L’educazione di in cucciolo è un processo continuo e delicato  che si conclude quando il cane è adulto e non si esaurisce con l’ apprendimento di  una serie di esercizi da far esibire al cane quando siamo in pubblico o quando sentiamo il compulsivo bisogno di avere tutto sotto controllo.

Partendo da questa premessa, quello che insegno nelle puppy-class, e che credo sia la cosa più importante è che la prima ed unica regola , quando si educa è: conoscere il proprio cane e imparare a comunicare con lui, sapere cosa gli piace e quali comportamenti esibisce per mostrare quando è in difficoltà e come esprime le sue emozioni.

Pretendere l’obbedienza, punendo i comportamenti non piacevoli non solo è controproducente in termini di relazione , ma crea un cane insicuro e frustrato.

Se quando il cucciolo sta compiendo una “marachella”, magari sta rosicchiando il piede del tavolo, o sta rubando cibo dalla tavola, o distruggendo l’ennesimo paio di calzini noi interrompiamo la sua azione sgridandolo o addirittura colpendolo, probabilmente non si fiderà più di noi, in quanto diventiamo un pericolo ai suoi occhi e perderà fiducia anche in se stesso. 

In cani sensibili o nei casi più gravi, sgridare punire continuamente il cane può portarlo ad inibire qualunque comportamento e isolarsi, manifestando apatia e depressione o reazioni aggressive.

Il mio consiglio è premiare i comportamenti desiderabili e ignorare quelli indesiderabili, modificando l’ambiente più che il comportamento.

Un cucciolo non può avere l’esperienza e la capacità di giudizio di manifestare il comportamento più adatto alla situazione, possiamo portarcelo noi.

Un esempio pratico di quello che vi ho appena detto per farvi capire meglio:

MILK E LA TARTARUGA.

Quando Milk, la mia cucciola di 5 mesi di American cocker,  ha scoperto le tartarughe nel terrario, era impensabile che le lasciaste stare lì tranquille.

Infatti una mattina mentre era fuori in giardino mi sono accorta che ne stava rosicchiando una.

Con un incredibile sangue freddo, mi avvicino con cautela, la guardo e le dico tranquilla: “hai trovato un a tartarughina?”

Mi allontano e vado a prendere un masticabile;  in casa ne ho sempre qualcuno.

 In questo caso ho tirato fuori il pezzo da novanta: la trippa verde essiccata. 

Per chi non conosce il prodotto, credetemi sulla fiducia, è una cosa puzzolentissima: si tratta dell’omento di bue essiccato e piace tantissimo a tutti i cani.

Mi sono messa a terra e ho comiciato a far finta di mangiarla, attirando la sua attenzione.

A quel punto ho mollato la trippa e senza farmene accorgere, sono andata a salvare la povera tartarughina che ne è uscita indenne, per fortuna.

Ho posizionato il terrario in modo che lei non possa arrivarci: ho lavorato sull’ambiente.

Quando sarà più grande ed avrà la capacità di capire ed accettare una chiusura, allora se ne riparlerà. 

Nel frattempo può darsi che le tartarughe non saranno più così interessanti per lei e quindi un problema per me.

Lasciate al cucciolo i propri spazi e dategli la possibilità di fare esperienze, se non sta facendo qualcosa che potrebbe metterlo in pericolo sorvegliatelo con discrezione non intervenite sempre!

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